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Luigi Boccalone: Fondi Fas e interventi Cipe , il Governo umilia le Regioni del Sud

Scritto da il 14 maggio 2010 alle 15:11 e archiviato sotto la voce Politica, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Nella sola giornata di ieri il Governo Berlusconi ha prodotto gravi atti che umiliano le regioni del Sud ed in particolare la Campania. Il centrodestra di Caldoro, che nell’ultima campagna elettorale ha condotto la tipica propaganda demagogica, cara ad una parte politica ben determinata, contro l’aumento delle tasse, secondo lo slogan “non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini”, si ritrova a poche settimane dall’esito favorevole delle urne a dover abbassare la testa dinanzi al diktat che arriva da Roma: i fondi Fas non potranno essere utilizzati per ripianare il deficit della sanità, quindi via con l’aumento di Irap e Irpef. Sempre ieri, nel corso della riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica è stato approvato un programma di interventi infrastrutturali senza rispettare la ripartizione prevista dalla normativa dei fondi Fas a vantaggio, ancora una volta del Centro-Nord, di un’area del Paese, cioè, dove la qualità dei servizi di cui godono i cittadini è già di gran lunga superiore. Il Comitato ha rinviato ancora una volta la decisione che riguarda la strada statale Telesina, opera prioritaria per il nostro Sannio, che continua a registrare rinvii incomprensibili. La giunta di centrodestra, ad un mese e mezzo dalle elezioni non si è ancora insediata e già viene meno al patto con i cittadini, piegandosi ad un Governo nazionale che dimostra ogni giorno di più di privilegiare le esigenze del Nord del Paese a danno del Mezzogiorno, grazie anche al comportamento remissivo ed accondiscendente dei rappresentanti locali del centrodestra. Il neo governatore non avrà altra scelta che aumentare le tasse, contravvenendo al decreto di commissariamento della Sanità regionale che indicava la necessità di non incrementare il peso fiscale. Ma pare che Caldoro abbia omesso di ricordare questo aspetto a chi di dovere. Quanto dichiarato, quasi sottovoce, dal neo presidente nelle ultime ore, attraverso gli organi di stampa, contraddice palesemente il contenuto del programma con il quale si è presentato al cospetto degli elettori e grazie al quale è stato scelto come nuovo presidente. Impossibilitati a far sentire la propria voce rispetto ad un vertice che è sempre più sbilanciato a favore di una parte del Paese, i parlamentari sanniti del Pdl trovano più semplice addossare colpe alle passate gestioni della regione Campania, attraverso dichiarazioni ripetute come litanie, piuttosto che mettersi al lavoro per individuare soluzioni alternative che non gravino sui cittadini. Se queste sono le premesse mi permetto di avanzare dei dubbi sul futuro del sedicente “governo del fare”. Evidentemente, essi impegnano la maggior parte del loro tempo ad occuparsi dei vacillanti equilibri interni del Partito e della corsa alla leadership, offrendo di sé e della propria azione politica un’immagine imbarazzante. Ci pensino come si deve ed adottino le soluzioni più adatte a salvaguardia del bene comune.

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