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direttore Antonio De Cristofaro

Rocca, seduta di Consiglio dedicata alla celebrazione della caduta del Muro di Berlino

Scritto da il 20 novembre 2009 alle 18:14 e archiviato sotto la voce Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

sala_provinciale21Si è tenuta sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo il Consiglio provinciale di Benevento, in seduta aperta e monotematica dedicato alla Celebrazione della caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989.
Dopo la lettura del telegramma del Prefetto, Michele Mazza, impossibilitato a partecipare ai lavori, e del consigliere provinciale Capasso, che giustificava la sua assenza, ha aperto i lavori Maturo. Il presidente ha inquadrato la vicenda della Caduta del Muro come la dimostrazione del perenne anelito alla libertà e come uno scatto di dignità da parte di un popolo costretto dalla tirannide comunista a sopportare le catene di una ideologia che non avevano avuto la possibilità di scegliere. Maturo ha tuttavia ricordato che la ferita del Muro è stata anche l’ultimo effetto collaterale della guerra scatenata dai nazisti, visto che anche campioni dell’anticomunismo, come la Thatcher, non videro di buon occhio la riunificazione della Germania, temendo la rinascita del nazionalismo tedesco. E’ quindi intervenuto il presidente della Provincia Aniello Cimitile, il quale ha introdotto il suo dire con un ricordo personale della notte del 9.11.1989, vissuta in America insieme ad un amico cecoslovacco, il quale sembrò impazzire per la gioia. “La libertà è come l’aria – ha detto Cimitile: ne avverti la necessità quando ti manca”. Secondo Cimitile, il muro oltre che a dividere un popolo in due, e a simboleggiare la libertà negata, è stato il simbolo stesso del ‘900, diviso in due parti: una prima, articolata su due guerre mondiali, sui gulag e sui campi stalinisti; una seconda parte spesa nello sforzo di costruirla la pace, la libertà e l’Europa unita.
Sono quindi intervenuti i rappresentanti degli enti, delle Istituzioni e delle Associazioni, presenti in Sala.
Ha cominciato la dott.ssa Emilia Tartaglia Polcini, in rappresentanza del Provevdiotre agli studi, secondo la quale il Muro è stato il segnale del sonnon della ragione. “Nessuno di noi ha diritto di ledere la libertà degli individui. L’educazione – ha detto la Tartaglia Polcini ¬ – ci insegna a comportarci bene, ma di fronte ad esempi di questo tipo della storia, ci chiediamo: è lo stesso uomo, quello capace di sconfiggere i mali più grandi delle persone e, dall’altra, capace di erigere un muro?” Secondo la tartaglia Polcini occorre trasmettere ai giovani esempi positivi, perché la conoscenza ci rende liberi.

Giuseppe De Lucia, di Azione Cattolica, ha affermato che la memoria storica è fondamentale, soprattutto per la vicenda del Muro. “Va trasmessa ai giovani la conoscenza di ciò che è accaduto – ha detto De Lucia, perché si possa valutare gli errori e guardare al futuro con maggiore tranquillità. Nella nuova Europa, deve esserci la libera circolazione delle idee, del confronto e della cultura”.
Luca Pacelli, di Azione Giovani, ha detto che tra le date memorabili della storia universale, il 9 novembre dell’89 è di scuro una delle più eminenti in quanto è la data che segna la base per la nascita delle democrazie di oggi. Egli ha quindi auspicato che vengano incentivate manifestazioni e progetti, nel mondo giovanile e scolastico, in ricordo di quegli eventi, perché tra i giovani c’è una grave crisi di valori. “Faccio appello per intitolare una strada, una piazza o un monumento al 9 novembre, che deve essere per tutti noi il Giorno della Libertà – ha concluso Pacelli”.
Sono quindi intervenuti i consiglieri provinciali, il quale ha inquadrato la vicenda del Muro nel contesto delle politiche per la nascita dell’Europa unita: “Se oggi noi possiamo celebrare la libertà ed auspicare la liberazione delle nazioni soggette tuttora ai regimi dittatoriali, ha detto l’oratore, lo dobbiamo all’acume e alla lungimiranza di uomini che della politica fecero la missione della loro vita e, tra questi, ricordo Alcide De Gasperi.
Il consigliere Angelo Capobianco si è soffermato particolarmente sullo sforzo che ancora oggi deve essere sopportato per la vera riunificazione economica tra le due Germani e degli stessi Paesi dell’ex blocco sovietico rispetto alle più avanzate economie dei Paesi del blocco occidentale. Il consigliere ha auspicato un maggiore spirito europeista.
Il consigliere Spartico Capocefalo ha definito il 9 novembre come una giornata storica di trionfo della libertà. “Noi – ha detto Capocefalo – dobbiamo fare uno sforzo e lavorare, senza retorica, per il trionfo della libertà, eliminando quegli ostacoli che si frappongono al suo esercizio. Ognuno deve lavorare per liberare i cittadini dal bisogno e i giovani dalla disoccupazione”.
Il consigliere Luca Ricciardi ha ricordato che i muri possono facilmente essere abbattuti, se tutti lo vogliamo, se ci crediamo, e se alziamo la testa di fronte alle iniquità più grandi ed inaccettabili. “Oggi è straordinariamente necessario dover promuovere e ricordare quei giorni di Berlino: la libertà e la democrazia sono i patrimoni più grandi consegnati ai giovani. A questi ultimi il compito di perpetuarli, consapevoli che tante persone hanno subìto pene amare e soprusi per conquistarli. È giusto fare argine, è giusto che le forze del territorio che sentono questi grandi temi si uniscano Le istituzioni possono e debbono ricoprire anche una funzione pedagogica, in collaborazione con il mondo della scuola, per sopperire al deficit di informazione che si registra sui temi della libertà. I più penalizzati ancora oggi sono i più giovani: il muro era la barriera rispetto alle loro prospettive”.
Ai lavori era presente anche Michele Nazzaro in rappresentanza della UIL.

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